5 suggerimenti per gli esportatori

Uno dei fattori che hanno consentito ai nostri lontani avi, i Romani, di conquistare e gestire per secoli i territori all’epoca conosciuti è stata la organizzazione.

Non solo un esercito forte e addestrato, ma una serie di infrastrutture all’epoca avanzate che consentivano gli spostamenti e il controllo dei territori conquistati: le strade. Ed inoltre istallazioni capaci di far prosperare e crescere i territori, quali ad esempio gli acquedotti.

Il successo in questa opera ha portato a secoli di ricchezza e prosperità; venuta meno la capacità di governare territori così vasti, tutto è poi crollato e la storia ci racconta come.

 

Le strategie di internazionalizzazione devono affrontare, per certi versi, sfide analoghe. Ciò vale indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda, quindi sia per le nostre grandi imprese sia per quelle medie ed anche piccole, che stanno rivolgendosi sempre più ai mercati esteri per trovare spazio di crescita e prosperità.

I risultati globali sono molto soddisfacenti, ma richiedono una attenta organizzazione.

 

Vi sono molti studi che mostrano l’effetto positivo di strategie di internazionalizzazione ben condotte.

Ad esempio recentemente il Politecnico di Milano ha pubblicato i risultati di una ricerca svolta sulle aziende che nel decennio 2006-2016 hanno internazionalizzato, usufruendo di un finanziamento a tasso agevolato da parte di Simest. Le performance economiche di queste aziende sono molto positive:

  • Crescita dei ricavi del 32,43%, contro l’8,15% della media degli andamenti dei settori di appartenenza;
  • Crescita dell’Ebtida del 28,02%, contro l’andamento medio dei settori pari allo 0,14%;

 

Cosa bisogna fare allora per avere successo all’estero?

Bisogna organizzarsi attentamente su alcuni punti:

  • Selezione dei mercati. Quali sono più attraenti per i miei prodotti, in funzione delle dimensioni, delle tendenze, della concorrenza, dei vincoli logistici e doganali, della facilità di comunicazione, …?
  • Approccio. Come individuare la struttura distributiva più adeguata, e gli operatori da contattare? Come contattarli in modo efficace, risolvendo ostacoli linguistici, culturali, normativi?
  • Adeguamento alle norme. Al di fuori della Comunità Europea ogni Paese ha proprie leggi che regolano l’ingresso e la distribuzione dei prodotti: come adeguarsi in modo efficace ed economico? Come restare costantemente aggiornati? Come proteggersi da comportamenti illeciti di terze parti?
  • Presidio e sviluppo. Come seguire i primi partner locali, controllandone impegno e lealtà, aiutandoli a crescere con i nostri prodotti? Come garantire una copertura territoriale soddisfacente ed equilibrata, così da non lasciare alla concorrenza aree geografiche anche vaste?
  • Presenza. Meglio avvalersi di uno o più distributori? Oppure di un Ufficio di Rappresentante o di una Filiale? Come trovare il personale locale? Ci sono pro e contro per ogni opzione.

Ognuno di questi punti ha al proprio interno una serie di dettagli che vanno considerati, analizzati, valutati per arrivare alla stesura di un piano di business utile a guidare le prime scelte, da aggiornare man mano che si acquisisce ulteriore familiarità con il mercato specifico. Oltre che a sostenere eventuali richieste di finanziamento.

 

Viene molto utile l’opportunità di avere un partner affidabile in loco che aiuti a svolgere, per conto nostro, tutte o quasi queste operazioni. Si ottiene in così, rapidamente e in modo conveniente, un patrimonio di esperienze specifiche che otterremmo autonomamente solo dopo lungo tempo e costi elevati.

 

È per questo motivo che abbiamo sviluppato partnership con importanti operatori in Cina ed in Russia, Polonia, Ucraina, Bielorussia, Armenia, UzbekistanKazakistan. Con questa organizzazione, possiamo accompagnare efficacemente le imprese italiane su questi mercati che, assieme, rappresentano il 21% della popolazione mondiale, ed il 18% del PIL

 

Contattateci, per maggiori informazioni!